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Distilleria Laphroaig | La storia

Alexander e Donald Johnston, che erano coltivatori sull'isola di Islay sin dal 1810, hanno fondato la distilleria Laphroaig nel 1815. Donald Johnston ha rilevato le quote del fratello nel 1836, ma morì nel 1846 dopo essere caduto in una vasca di fermentazione e fu succeduto da suo figlio Dugald, di soli 11 anni. La distilleria fu quindi accudita dallo zio e gestita da Walter Graham della vicina distilleria Lagavulin finchè Dugald non divenne maggiorenne nel 1857. Laphroaig ancora adesso riporta in etichetta "D.Johnston & Company" nonostante che la distilleria non sia più nelle mani della famiglia dagli anni 1960.


Tetto a Pagoda di Laphroaig
Probabilmente una delle figure più illuminate della famiglia fu Ian Hunter - pronipote di Donald - che divenne manager di Laphroaig nel 1908 ed unico proprietario 20 anni dopo. Uno dei suoi primi compiti fu quello di cambiare gli agenti della distilleria, i Mackies della vicina Lagavulin che per oltre 70 anni hanno agito come distributori anche di Laphroaig. Grazie al lavoro di Ian Hunter, Laphroaig - caso quasi unico nella storia dello Scotch Whisky - era venduto come Single Malt già in quegli anni. Il brand di Laphroaig era così stato creato.

Nel anni '20 Ian Hunter riuscì ad esportare il suo whisky negli Stati Uniti. Mentre era all'estero, la distilleria era gestita dalla sua segretaria, Bessie Williamson, e quando lui morì nel 1954 senza figli, lasciò a lei la distilleria in eredità. Negli anni successivi la distilleria era in disperato bisogno di manutenzione e Bessie, allo scopo di raccogliere fondi, dovette cedere un terzo delle sue azioni ad una distilleria Americana, la Schenley Corporation; entro il 1970 la Schenley ne aveva il controllo completo.

I giorni della proprietà di famiglia erano finiti e, come molte altre distillerie, Laphroaig divenne una riga sul bilancio di una multinazionale, nell'ordine: Long John International, Whitbread, Allied Lyons, Allied Domecq e, dal 2005, Fortune Brand, proprietaria del Bourbon Jim Beam. I nuovi proprietari sono estremamente orgogliosi del retaggio della distilleria e hanno incaricato un nativo di Islay come distillery manager: John Campbell, che all'età di 35 anni era (ed è ancora) il più giovane distillery manager dell'isola.

La disputa per l'acqua


La sorgente di Laphroaig così come è oggi
Nel 1836 James e Andrew Gairdner costruirono una distilleria rivale accanto a Laphroaig ed incaricano i fratelli James e Andrew Stein di gestirla. Donald Johnston rimase profondamente turbato dallo scoprire che la nuova distilleria Ardenistiel, distante solo 200 metri, aveva in progetto di utilizzare la stessa sorgente d'acqua di Laphroaig (il torrente Surnaig). Quella era l'acqua che dava un contributo così fondamentale al carattere unico di Laphroaig. E questo accadeva nello stesso momento in cui Donald stava per espandere la propria attività, col rischio di lasciarlo con un disponibilità troppo piccola di acqua.

La controversia durò quasi 6 anni e si concluse bruscamente quando Andrew Stein si ammalò di febbre e morì poco dopo. Suo fratello James smise di distillare e si trasferì a Port Ellen. Nel mese di giugno dell'anno successivo Donald morì nel tragico incidente presso la distilleria Laphroaig.

Ardenistiel non ebbe mai successo, ma le distillerie continuarono ad avere i loro contrasti - di solito per i diritti sulla terra e sull'acqua - fino agli anni 1860, quando Laird John Ramsay decise di acquistare Ardenistiel e di fonderla in Laphroaig.

Curiosità

  • Laphroaig è stata fondata - resa legale - nel 1815, ma probabilmente - come per molte altre distillerie - già nei decenni precedenti sul luogo si effettuava distillazione illecita.
  • Il sapore unico di Laphroaig lo ha fatto prosperare durante Il proibizionismo (1920-1933) in America, dove la sua importazione fu permessa poiché venne considerato come "una bibita alcolica medicinale", grazie alla gran quantità di fenoli in esso contenuti. Si narra che un doganiere Americano, aprendo una delle botti di Laphroaig, lo abbia giudicato un prodotto non commenstibile e quindi ne abbia consentita l'importazione.
  • Durante la seconda guerra mondiale, la distilleria - come molte altre - è rimasta inattiva. La ragione principale, a parte l'ovvia contrazione delle vendite, era da attribuire alla necessità di lasciare l'orzo per l'alimentazione della gente. Alcuni edifici della distilleria furono usati dai genieri della RAF, che erano su Islay perchè impegnati nella costruzione dell'aeroporto di Glenegedale.

  • Documenti storici presso il Museo di Laphroaig
    Bessie Williamson andò su Islay per lavorare come segretaria per la distilleria Laphroaig per soli tre mesi, ma vi rimase per più di 40 anni. Grazie alla sua intelligenza ed interesse per la produzione di whisky, Ian Hunter le offrì una posizione a tempo pieno presso la distilleria. Bessie ebbe molto successo e fece più viaggi nel corso della sua carriera, anche come rappresentante dell'associazione dello Scotch Whisky. Quando Ian Hunter morì nel 1954, Laphroaig è stato lasciata in eredità a Bessie Williamson a patto che la qualità e lo standard elevato fossero sempre mantenuti al di sopra ogni cosa. Nel 1972, Bessie si ritirò e morì dieci anni dopo, all'età di 71 anni. Per il suo lavoro per la carità, ha ricevuto l'Ordine di San Giovanni dalla Regina.
  • Bessie Williamson è stata la prima distillery manager donna in epoca moderna (in epoche precedenti ce ne erano state altre).
  • Whitbread ha venduto nel 1989 ad Allied Lyons, ma non prima di avere dato l'incarico di distillery manager ad Iain Henderson, una figura che è diventata una leggenda nel mondo del whisky. Iain, girando il mondo come Brand Ambassador, ha incrementato le vendite dalle 20.000 casse del 1989 alle 170.000 casse del 2002, anno in cui si è ritirato.
  • Iain Henderson nel 1994 è stato anche artefice della nascita del Friends of Laphroaig, club che oggi conta oltre 300.000 membri.
  • Il Principe Carlo ha attributo a Laphroaig il Royal Warrant nel 1994.
  • La Francese Pernod Ricard ha acquisito la Britannica Allied Domecq nel Luglio 2005. La cessione di Laphroaig da Allied Domecq a Fortune Brands è rientrata nell'insieme delle dismissioni obbligatorie a cui Pernod Ricard è stata costretta nel 2005, dopo aver superato con questa acquisizione le quote di mercato massime concesse dalla legge anti-trust.

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