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Nel precedente articolo abbiamo parlato delle distillerie Irlandesi di Whiskey. Analizziamo adesso come si produce l'Irish Whiskey e le sue principali differenze rispetto allo Scotch.
L'Irish Whiskey è il whiskey prodotto in Irlanda. Come per i cugini Scozzesi, il termine Whiskey è una trasformazione del termine Gaelico Uisce beatha, appunto acqua vite.
Contrariamente allo Scotch, che fa dell'uso della torba (poca o tanta che sia) e dell'orzo maltato la ragion d'essere, l'Irish Whiskey è normalmente prodotto senza l'uso della torba e con un bouquet più variegato di cereali. E' infatti normale che un Whiskey Irlandese sia un blend di whiskey di malto distillato in alambicco e whiskey di grano distillato a colonna (questo vale per tutti i più famosi brand Irlandesi). La quasi totalità del Whiskey Irlandese è distillato tre volte (contrariamente alle due distillazioni dello Scotch *): durante la prima distillazione si arriva al 25% ABV, durante la seconda al 70% ABV e alla fine si ottiene uno spirito con circa l' 85% ABV. Questi tre aspetti, niente torba + whiskey di grano + tripla distillazione, contribuiscono a rendere l'Irish Whiskey molto più delicato e leggero rispetto allo Scotch.
Anche se il disciplinare per la produzione dell'Irish Whiskey non è così chiaro e ben definito come quello dello Scotch Whisky, possiamo dire che esiste una classificazione in almeno quattro categorie: Single Malt, Single Grain, Pure Pot Still e Blended Whiskey.
Evidenzio come non esista distinzione tra gli whiskey prodotti nell'Irlanda Repubblica e nell'Irlanda del Nord e che entrambi siano autorizzati ad utilizzare il termine Irish Whiskey. Almeno da questo punto di vista l'isola ha conservato la sua identità.
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E' normale che una distilleria di Whiskey Irlandese produca distillati con diversi nomi (marchi, brand); essendo il whiskey prodotto dagli stessi alambicchi, ogni espressione varierà per la percentuale di Single Malt contro il Single Grain, oppure per il legno utilizzato per la maturazione (ex-Bourbon, ex-Sherry o altro). Quindi ogni brand ha la sua ricetta di materie prime e di tipo di botti di cui si deve prendere cura il Distillery Manager oltre che alla sua ricetta di blending che è di responsabilità del Master Blender.
Oltre a questo, in Irlanda esistono parecchi importanti marchi di proprietà di indipendenti, che generalmente usano il nome di una delle famose distillerie chiuse nel passato. Un esempio è Tullamore Dew, che offre anche un museo in cui sono stati raccolti reperti, strumenti e documenti dell'antica distilleria. Queste sono aziende con una buona rete commerciale ma con nessuna capacità produttiva. Si fanno fare il loro whiskey da una delle tre distillerie Irlandesi, che provvedono alla distillazione, alla maturazione ed all'imbottigliamento con l'etichetta del cliente.
Il mercato dell'Irish Whiskey è più piccolo rispetto al mercato dello Scotch, ma in sensibile crescita. Rispetto alle circa 90 milioni di casse annue di Scotch Whisky, l'Irish Whiskey oggi vende circa 4,5 milioni di casse all'anno. Da un po' di anni sta però registrando un livello di crescita annua di circa il 10%, il che lo rende un investimento interessante e fa ben sperare per il suo futuro. Come ulteriore dato confortante, il mercato principale dell'Irish Whiskey è sempre stato il consumo interno Irlandese, ma dal 2006 è stato superato dagli USA.
Infine faccio notare come sia divertente vedere che ogni distilleria si vanti di avere conquistato medaglie come migliore Irish Whiskey dell'anno. Essendo rimaste solo 3 distillerie, il gioco è molto facile. Un anno mi aggiundico la medaglia d'oro, l'anno successivo quella d'argento ed infine quella di bronzo e poi via da capo. Ogni annata è da incorniciare!
* Come curiosità, in Scozia solo la distilleria Auchentoshan (nelle Lowlands) ed alcune espressioni di Springbank (Campbeltown) fanno uso della tripla distillazione. Tutto il resto è a doppia distillazione.
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